La Camera dei Rappresentanti potrebbe votare già la prossima settimana sugli articoli di impeachment contro il Segretario alla Difesa (titolo rinominato recentemente, “alla Guerra”) Pete Hegseth, mentre parlamentari Repubblicani e loro alleati cercano di attribuire a lui la responsabilità della sconfitta subita dal partito alle elezioni di mid-term e di aver spinto il presidente Donald Trump ad avviare la guerra contro l’Iran senza una chiara strategia di uscita.

Il deputato Thomas Massie, parlamentare Rep uscente che ha perso le primarie, ha dichiarato che costringerà la Camera a votare sugli otto articoli di impeachment da lui presentati per la prima volta a settembre, non appena il Congresso tornerà a riunirsi per la sessione di fine legislatura, intorno al 9 novembre. Ieri (4 novembre) ha indicato esplicitamente una condizione: “C’è una sola circostanza nella quale non ripresenterò gli articoli di impeachment: se Hegseth si dimette”.

Massie ha stimato che ci sia una probabilità superiore al 50% che la misura venga approvata dalla Camera, citando il sostegno quasi certo dei Democratici e la possibilità che alcuni Repubblicani la votino, soprattutto tra i membri che non sono più vincolati dalla necessità di essere rieletti. Il presidente della Camera Mike Johnson aveva aggiornato anticipatamente i lavori della Camera all’inizio di settembre per evitare un precedente voto sulla risoluzione privilegiata.

La rinnovata iniziativa arriva dopo i risultati delle elezioni di mid-term, nelle quali i Democratici hanno conquistato il controllo di entrambe le Camere. Diversi resoconti descrivono esponenti Repubblicani che, dietro le quinte, sostengono che Hegseth abbia avuto un ruolo centrale nel convincere Trump ad attaccare l’Iran senza un piano di uscita praticabile né una strategia per affrontare le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche, in particolare l’aumento dei prezzi dei carburanti.

Il vicepresidente JD Vance ha dichiarato pubblicamente che la guerra è la principale ragione della sconfitta dei Repubblicani. Il presidente Trump ha riconosciuto che il conflitto è stato “un elemento” delle perdite, pur insistendo sul fatto che prenderebbe nuovamente la stessa decisione e affermando pubblicamente che Hegseth “sta facendo un ottimo lavoro”.

Gli articoli di impeachment accusano Hegseth di aver violato la War Powers Resolution del 1973, avviando e proseguendo le ostilità contro l’Iran senza l’autorizzazione del Congresso, continuando le operazioni anche dopo che il Congresso aveva ordinato il ritiro delle forze statunitensi e commettendo altri presunti abusi legati alle vittime civili e ad altre operazioni militari.

La campagna militare contro l’Iran è iniziata il 28 febbraio; alcuni resoconti hanno indicato come uno dei punti di svolta della più ampia controversia sulla conduzione della guerra un attacco contro una scuola femminile, nel quale sono morte più di 150 persone.

Hegseth non si è dimesso. Trump ha respinto le notizie secondo cui starebbe valutando la possibilità di sostituirlo. I leader Democratici, tra cui il leader della minoranza alla Camera Hakeem Jeffries, avevano già segnalato l’intenzione di chiedere conto a Hegseth se e quando questi fossero tornati a detenere la maggioranza. Resta quindi da vedere se il voto durante la sessione di fine legislatura si terrà effettivamente, quanti Repubblicani lo sosterranno e se seguirà un eventuale procedimento al Senato, mentre l’attuale Congresso si avvia alla conclusione.

Foto di: Il segretario alla Guerra degli Stati Uniti Pete Hegseth [Gage Skidmore from Surprise, AZ, United States of America, via Wikimedia Commons]

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

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